Prossime mostre | Next exhibitions

Art Rights Prize

Premio d’Arte Internazionale Virtuale

 

16.12|2020 > 28.02|2021

 

Mostra Virtuale in 3D dei Finalisti su

www.artrightsprize.com

 

Le mie opere Interrotta, Entità Luce e L’Equilibrio selezionate come opere finaliste nella Categoria Pittura.

Il Premio è organizzato dall’Associazione Culturale AB Factory con la partecipazione  e supporto di prestigiosi partner, insieme per sostenere gli artisti emergenti e affermati, trovando nuove modalità di riconoscere e premiare l’Arte 3.0.

Partner: ProfessioneARTE.it, Open Care – Servizi per l’arte, MTArt Agency, Art Backers Agency, MoCDA The Museum of Contemporary Digital Art, The AB Factory, Isorropia Homegallery, Hub/Art.

 

La Mostra Finale in 3D

Per la prima volta la Mostra dei Finalisti di un premio d’arte prevede l’incredibile esperienza del Virtuale in 3D grazie alla collaborazione con la piattaforma LIEU.CITYL’esposizione è stata progettata e costruita da esperti del settore con il supporto dell’ Exhibit Designer Andrea Isola per esaltare l’allestimento delle opere finaliste e rendere la visita per il pubblico unica nel suo genere, per andare oltre la fisicità. La Mostra Virtuale in 3D sarà accessibile tramite smartphone, tablet, smart tv e computer con la possibilità di scoprire le opere dei Finalisti tra le sale delle 5 Categorie Artistiche navigabili in autonomia e con estrema semplicità, selezionando le opere preferite e scoprendo tutti i dettagli sugli Artisti e sui lavori.

 

La Giuria

La Giuria di 15 esperti del Sistema e del Mercato dell’Arte internazionale, selezionerà 100 artisti finalisti e 300 opere da esporre e vendere all’interno di un’esclusiva Mostra Virtuale in 3D sulla piattaforma “LIEU.CITY”.

Giuria Categoria Artistica Pittura: Luca Beatrice, Maria Chiara Valacchi e Marta Giani.

Trame Emotive

mostra personale

29.02 > 18.03|2020  causa Covid19

nuove date da definire

Galleria 8.75 Artecomtemporanea | Reggio Emilia

 

 

testo critico a cura di Chiara Serri | CSArt, Reggio Emilia

 

 E immersi noi siam nello spirto Silvestre,

d’arborea vita viventi

[Gabriele D’Annunzio, da La pioggia nel pineto]

 

Per Cetti Tumminia – artista modenese classe 1977 – l’arte è disciplina solitaria, epifania dello spirito, profonda introspezione che sfocia in un sentimento panico, in una completa fusione tra uomo e natura. Così come nella poesia La pioggia nel pineto di Gabriele D’Annunzio il volto della donna amata dal poeta si trasforma in una foglia boschiva adornata di chiare ginestre, allo stesso modo nelle opere di Cetti Tumminia il virtuosismo della grafite conduce lo spettatore in una dimensione onirica, ove la figura femminile diviene potenza divina, metafora stessa dell’arte che si rinnova. Le trame emotive – e pittoriche – dell’artista si fondono con il suono della natura in una narrazione che dal particolare muove verso l’universale, fino a rivelare l’essenza della realtà. Lasciata da parte l’idea tradizionale di ritratto, inteso come fedele (o ideale) rappresentazione delle fattezze di un individuo, Cetti Tumminia scrive, di opera in opera, le pagine di un diario privato che trova eco in una dimensione collettiva, dando voce a sentimenti e stati d’animo ascrivibili al vivere contemporaneo. Tante alterità che confluiscono in un’identità liquida, frammentata, non del tutto risolta, in un’apparizione Effimera (questo il titolo di una delle principali serie in esposizione) che si solleva momentaneamente dal fondo per poi rituffarsi nel normale fluire delle cose. Non a caso, i fondali suggeriscono in genere un’idea di movimento, di michelangiolesco non-finito, attraverso il quale stabilire un possibile contatto con l’Assoluto. Le opere di piccole e medie dimensioni presentate alla Galleria 8,75 Artecontemporanea, tutte realizzate dal 2017 al 2019, sono accomunate dal soggetto – la figura femminile –, ma anche dalla scelta della carta come materiale d’elezione, di volta in volta lavorata a grafite, matite colorate e PanPastel, così come attraverso l’applicazione di stucchi successivamente incisi e graffiati. Materia come memoria che, specialmente nei lavori appartenenti al ciclo Dissolvenze, sembra alludere al bianco e nero fotografico, appreso da Cetti Tumminia nella camera oscura del padre, o ancora agli effetti drammatici del teatro (di cui l’artista ha fatto lunga esperienza), fino al nero profondo, ottundente, che sottrae l’immagine al consueto fluire del tempo, rendendola eterna. E il tema del tempo ritorna, infine, nelle decorazioni floreali che ricorrono in numerose opere. Motivi appresi dalla mano della madre e riprodotti con grande cura e perizia sulla carta. Punzoni che corrono lenti sugli stucchi. Solchi sottili ottenuti attraverso la rimozione delle paste. Fiori di campo, lillà e peonie. Foglie che diventano chiome su volti molli di pioggia, d’arborea vita viventi…